Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente.
Bertolt Brecht

Il caffè del castagno

Il caffè del castagno è il locale in cui i sovversivi, nel capolavoro di Orwell 1984, si riunivano per dare vita alle loro iniziative.

sabato 17 aprile 2010

Sogno o son desto?

Ma a che punto siamo arrivati? In che tipo di paese viviamo? In nome di quali ideali ancora non è ricominciata una vera emigrazione di massa verso paesi in cui la democrazia è un valore e le parole hanno un peso? Ormai l’attaccamento alla propria terra e il patriottismo non sono quasi più una giustificazione valida per restare.

Giovedì ho guardato Annozero, ed era la puntata dedicata ai tre operatori sanitari di Emergency che si trovano in una situazione talmente assurda da sembrare quasi buffa; rinchiusi senza un perché con un governo che sembra non aver mai avuto un ministero degli esteri e crea imbarazzo mandando elementi come Gasparri a fare sfoggio della sua libertà di parola in modo così acuto da dimenticare che ha una libertà di pensiero di cui dovrebbe usufruire prima dell’altra.

Ma nemmeno lo si può biasimare, perché lo stesso fa il nostro ministro della difesa, La Russa, che dall’alto della sua seggiolina parlamentare perenne si permette di alzare la voce e controbattere le tesi di un chirurgo di guerra che opera bambini mutilati in attesa che una bomba cada sul suo ospedale o gruppi armati provino a impossessarsene. E’ proprio il caso di dirlo: vada a lavorare!

Poco fa, come se il resto non rendesse già il mio umore ai minimi livelli, apprendo con grande sorpresa che il nostro Presidente del Consiglio ha detto che Roberto Saviano sbaglia a pubblicizzare così la criminalità organizzata perché così facendo da un’immagine negativa dell’Italia. E a questo non vorrei aggiungere nulla. Si commenta fin troppo da solo.

M’è solo venuta voglia di scappare, perché più passa il tempo e più mi chiedo se gli italiani ci fanno o ci sono….


Lorenzo Carangelo

giovedì 1 aprile 2010

Mezzo pareggio condito con comizi

Finite le elezioni, continuano i comizi. Ieri sera quello di ringraziamento della lista vincente e stasera uno, credo di risposta e di programmazione post elettorale, della nuova opposizione nel consiglio comunale.
Già questo fatto, cioè che i comizi non si interrompano con la fine delle elezioni, mi sembra positivo ma sono pienamente convinto che finirà di qui a poche settimane.
Poco fa ero al bar e qualcuno mi ha fatto notare, seppure in maniera goliardica, che sarebbe utile e produttivo continuare a parlare alla popolazione, così da tenere informati i cittadini pubblicamente sulle decisioni che verranno prese in consiglio.
E' noto infatti che il divario tra i voti delle due liste concorrenti si è attestato a 64, il che vuol dire che la vittoria è stata decisa alla fine da 33 persone che hanno votato uno schieramento invece che l'altro. Insomma un mezzo pareggio che non può far urlare nessuno al trionfo ma più che altro può far riflettere la maggioranza a prendere il più possibile scelte condivise per evitare di spaccare il paese.
Per quanto mi riguarda spero davvero e vivamente di non assistere ad altri cinque anni di inutili e vergognosi teatrini che vedono coinvolti politici e dei quali gli elettori puntualmente e giustamente se ne strafregano. Spero di vedere qualcosa crescere, spero di vedere il nuovo che avanza, spero di vedere davvero il moderno che incombe.

Lorenzo Carangelo