Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente.
Bertolt Brecht

Il caffè del castagno

Il caffè del castagno è il locale in cui i sovversivi, nel capolavoro di Orwell 1984, si riunivano per dare vita alle loro iniziative.

giovedì 6 febbraio 2014

Polpettine di tonno e ricotta - SerenaCucina



Uno sfizioso secondo piatto e, perché no, anche un fantastico stuzzichino per un aperitivo.

Ingredienti:

200 gr di tonno sott'olio sgocciolato
200 gr di ricotta
4 alici ( acciughe ) sott'olio
50 gr di pangrattato
Sale q.b.
Pepe q.b.
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
2 uova medie
50 gr di parmigiano reggiano
Olio di semi

Procedimento:

 Mettere in una ciotola la ricotta, il tonno, le uova e il formaggio grattugiato. Tritare le alici e aggiungerle agli altri ingredienti. Unire pangrattato, prezzemolo tritato e aggiustare di sale e pepe. Amalgamare bene il tutto fino ad ottenere un composto compatto e omogeneo. Formare delle palline ,impanarle nel pangrattato e friggerle nell'olio di semi ben caldo facendole dorare su entrambi i lati.

Serena Romano



giovedì 30 gennaio 2014

Palline di cocco e cacao - SerenaCucina

Una ricetta semplice,veloce ed economica.

Ingredienti per 25 palline:
10 cucchiai di farina di cocco
8 cucchiai di zucchero
6 cucchiai di cacao amaro
40 ml di latte


Procedimento:
Versate in una terrina la farina di cocco, lo zucchero e il cacao amaro, mescolate per bene i 3 ingredienti. Aggiungete il latte e,inizialmente, mescolate aiutandovi con un cucchiaio, quando il composto sarà abbastanza compatto, lavorate l'impasto con le mani fino a formare una palla compatta,se troppo morbida aggiunte altra farina di cocco. Dopodiché potete iniziare a formare le palline e impanarle nella farina di cocco. Riponete in frigo e lasciate riposare le palline per almeno due ore prima di servirle.

Serena Romano

venerdì 20 dicembre 2013

Doxapalooza 2.0 - Le recensioni di Franz Tedeschi


The Delay in the Universal Loop - “Disarmonia”

Disarmonia è il titolo del primo disco di “The Delay in the Universal Loop” alias Dylan Iuliano, giovanissimo e promettente musicista del beneventano.

Dopo aver ascoltato ripetutamente l'album, costruito secondo una precisa concettualità, per una serie di ragioni mi è venuta alla mente una frase di Leonard Bernstein, celebre compositore e direttore d'orchestra, tratta dal suo libro “Giocare con la musica”.

Riporto di seguito la frase e cerco di illustrare il perché.

“ […] non c’è limite alla diversità di sentimenti che la musica può trasmettervi. Alcuni di questi sentimenti sono così speciali che non possono neppure essere descritti a parole. A volte possiamo dare un nome alle cose che sentiamo, come gioia o tristezza o odio o pace. Ma ci sono altri sentimenti così profondi e speciali che non abbiamo parole per descriverli, ed è qui che la musica è semplicemente meravigliosa. Dà un nome ai sentimenti, ma lo fa con le note anziché con le parole.

In primo luogo, ho pensato all'aspetto ludico del creare e rendere vivi certi suoni. Nel fare questo Dylan ha talento tanto è che gioca a fare il corriere cosmico, alla Klaus Schulze (Tangerine DreamAsh Ra Tempel) per intenderci, con passione, dedizione e padronanza dei mezzi.
Il suo universo è ricco ed eterogeneo: psichedelia sperimentale alla Pierre Henry, nuova psichedelia, atmosfere slowcore, stile shoegaze (specie per il cantato), un certo synth-pop, echi più duri riconducibili al grunge e al noise.

In secondo luogo mi sono soffermato sulla sfera emozionale e su come quest'ultima imponga il suo carattere di reciprocità nella relazione tra creatore e fruitore. In breve e in altre parole, l'ipotetica configurazione dello scambio simbolico tra gli attori in questione.

Tornando alla musica, la suite si sviluppa ed è orientata lungo la scia di una manifesta introversione che nei testi (acerbi, iperbolici, ridondanti) diviene quasi ingombrante, irrigidendo un ascolto altrimenti fluido ed estremamente piacevole.
In questo ho percepito la mia personalissima “disarmonia”.

Chiudo con le parole del già citato Klaus Schulze, del quale, in prospettiva, Dylan dovrebbe forse introiettare la lezione: “auguro a tutti una piacevole esplorazione di sé stessi, non riesco a esprimerlo meglio con le parole, perché non sono un poeta ma un musicista”.



The Shak and Speares - “Gagster” 

Punk agresteQuesta la definizione della loro musica a detta degli stessi “The Shak and Speares”. In effetti, l'etichetta calza in quanto è proprio sul punk e sul folk che si poggia l'architettura sonora di “Gagster”, album di debutto dei fratelli Marlowe, sgangherato quartetto originario di Pompei.

Come detto, sin dalle prime battute, grinta punk e frenesia folk si fondono in un crescendo di continue schitarrate, percussioni incalzanti, fiati scatenati e, qua e là, spruzzate di festosi e frizzanti effetti sonori.


L'immaginario che si dischiude nella mente evocativa è fatto di atmosfere zingaresche, paesaggi campestri, mandrie, carovane, banchetti, danze, sudore, baldoria, lunghe gonne, buon vino, gioia, vento fresco, allegria e ultimo, ma non ultimo, un sole caldo e radioso che dispensa la luce necessaria a far risplendere la bellezza circostante.

Nel complesso, un'ondata di positività ed entusiasmo.

domenica 19 maggio 2013

Qualcuno era grillino...


Sembra vada di moda riscrivere Gaber. Ne approfitto volentieri.


Qualcuno era grillino perché era nato in Liguria.

Qualcuno era grillino perché il cugino, il fratello, la sorella, la mamma… il papà no.

Qualcuno era grillino perché si sentiva solo.

Qualcuno era grillino perché aveva avuto una educazione troppo comunista.

Qualcuno era grillino perché il cinema lo esigeva, la pittura lo esigeva, la letteratura lo esigeva… lo esigevano tutti.

Qualcuno era grillino perché “la storia è dalla nostra parte”.

Qualcuno era grillino perché glielo avevano detto.

Qualcuno era grillino perché non gli avevano detto tutto.

Qualcuno era grillino perché prima era fascista.

Qualcuno era grillino perché aveva capito che la Svezia andava non solo bene e veloce, ma era anche piena di figa.

Qualcuno era grillino perché Berlinguer sarà stato anche una brava persona, ma cinque mandati in Parlamento sono decisamente troppi.

Qualcuno era grillino perché Andreotti non era una brava persona.

Qualcuno era grillino perché era ricco ma amava il popolo.

Qualcuno era grillino beveva il vino e si commuoveva alle feste popolari.

Qualcuno era grillino perché era così ateo che aveva bisogno di un altro Dio.

Qualcuno era grillino perchè era talmente affascinato dai politici che voleva essere uno di loro.

Qualcuno era grillino perché non ne poteva più di fare il politico.

Qualcuno era grillino perché il reddito di cittadinanza, l’abolizione di Equitalia, non paghiamo il debito… facile, no?

Qualcuno era grillino perché in famiglia, per decidere se andare a cinema o teatro, si faceva un referendum propositivo senza quorum.

Qualcuno era grillino perché la rivoluzione oggi no, domani forse, ma dopodomani sicuramente.

Qualcuno era grillino perché “Viva Stieglitz, viva Casaleggio, viva Beppe Grillo!”

Qualcuno era grillino per fare rabbia a suo padre.

Qualcuno era grillino perché guardava “Mistero” ed era affascinato dai complotti.

Qualcuno era grillino per moda, qualcuno per principio, qualcuno per frustrazione.

Qualcuno era grillino perché voleva statalizzare tutto. Nel dubbio, abolire.

Qualcuno era grillino perché non conosceva gli impiegati statali, parastatali e affini.

Qualcuno era grillino perché era convinto di avere dietro di sé la Rete.

Qualcuno era grillino perché c’era il grande Movimento 5 stelle.

Qualcuno era grillino nonostante ci fosse il grande Movimento 5 stelle.

Qualcuno era grillino perché non c’era niente di meglio.

Qualcuno era grillino perché abbiamo il peggiore Partito Democratico d’Europa.

Qualcuno era grillino perchè lo Stato peggio che da noi, solo in Uganda.

Qualcuno era grillino perché non ne poteva più di governi viscidi e ruffiani.

Qualcuno era grillino perché piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l’Italicus, Ustica, eccetera eccetera, eccetera.

Qualcuno era grillino perché chi era contro era grillino.

Qualcuno era grillino perché non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia.

Qualcuno credeva di essere grillino, e forse era qualcos’altro.

Qualcuno era grillino perché sognava una libertà come quella americana.

Qualcuno era grillino perché sognava un paese pulito, senza rimborsi elettorali e senza rimborsi all’editoria.

Qualcuno era grillino perché erano scomparsi i comunisti.


Lorenzo Carangelo

martedì 30 aprile 2013

La dignità

La dignità non si compra e non si vende, la dignità è intrinseca. Dignità fa rima con umiltà, ma anche con Rodotà. La dignità è quella di chi, pur di continuare a esistere, accetterebbe come ministro le acque di scolo delle fogne di Calcutta, perchè a Calcutta ha operato Madre Teresa. Dignitoso è colui che viene nel nome del Signore, ma anche colui che non viene per evitare di offendere il buon nome di Signorini. Dignitoso è chi latra "Il canto degli italiani" al cospetto del potere giudiziario per difendere satrapi e satiri dalle membra flaccide, senza ricevere in cambio nemmeno un mesto rimprovero. Dignitoso è il pensionato che protesta per la miseria della sua paga mensile sotto una pioggia di manganellate, mentre ch,i da sempre, si deterge il deretano con l'italico vessillo continua a essere premiato  e riverito. Dignità fa rima con lealtà e verità, ma anche con podestà. Dignitoso è chi vende se stesso per sopravvivere alla fame, non chi vende la fame per sopravvivere a se stesso. Dignitoso è il gatto, che ti porta mezzo topo per contribuire all'economia familiare, ma anche il cane, che ti insudicia il giardino per ringraziarti del cibo quotidiano; dignitoso è il lama, che ti sputa in faccia perchè deve espellere il sudore, ma anche la puzzola, che ti inonda di olezzi nauseabondi perchè ti considera una minaccia.
La dignità di un essere umano è direttamente proporzionale alla possibilità di espletare autonomamente i propri bisogni corporali.

Parola di Crisuommolo.