Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente.
Bertolt Brecht

Il caffè del castagno

Il caffè del castagno è il locale in cui i sovversivi, nel capolavoro di Orwell 1984, si riunivano per dare vita alle loro iniziative.

venerdì 20 dicembre 2013

Doxapalooza 2.0 - Le recensioni di Franz Tedeschi


The Delay in the Universal Loop - “Disarmonia”

Disarmonia è il titolo del primo disco di “The Delay in the Universal Loop” alias Dylan Iuliano, giovanissimo e promettente musicista del beneventano.

Dopo aver ascoltato ripetutamente l'album, costruito secondo una precisa concettualità, per una serie di ragioni mi è venuta alla mente una frase di Leonard Bernstein, celebre compositore e direttore d'orchestra, tratta dal suo libro “Giocare con la musica”.

Riporto di seguito la frase e cerco di illustrare il perché.

“ […] non c’è limite alla diversità di sentimenti che la musica può trasmettervi. Alcuni di questi sentimenti sono così speciali che non possono neppure essere descritti a parole. A volte possiamo dare un nome alle cose che sentiamo, come gioia o tristezza o odio o pace. Ma ci sono altri sentimenti così profondi e speciali che non abbiamo parole per descriverli, ed è qui che la musica è semplicemente meravigliosa. Dà un nome ai sentimenti, ma lo fa con le note anziché con le parole.

In primo luogo, ho pensato all'aspetto ludico del creare e rendere vivi certi suoni. Nel fare questo Dylan ha talento tanto è che gioca a fare il corriere cosmico, alla Klaus Schulze (Tangerine DreamAsh Ra Tempel) per intenderci, con passione, dedizione e padronanza dei mezzi.
Il suo universo è ricco ed eterogeneo: psichedelia sperimentale alla Pierre Henry, nuova psichedelia, atmosfere slowcore, stile shoegaze (specie per il cantato), un certo synth-pop, echi più duri riconducibili al grunge e al noise.

In secondo luogo mi sono soffermato sulla sfera emozionale e su come quest'ultima imponga il suo carattere di reciprocità nella relazione tra creatore e fruitore. In breve e in altre parole, l'ipotetica configurazione dello scambio simbolico tra gli attori in questione.

Tornando alla musica, la suite si sviluppa ed è orientata lungo la scia di una manifesta introversione che nei testi (acerbi, iperbolici, ridondanti) diviene quasi ingombrante, irrigidendo un ascolto altrimenti fluido ed estremamente piacevole.
In questo ho percepito la mia personalissima “disarmonia”.

Chiudo con le parole del già citato Klaus Schulze, del quale, in prospettiva, Dylan dovrebbe forse introiettare la lezione: “auguro a tutti una piacevole esplorazione di sé stessi, non riesco a esprimerlo meglio con le parole, perché non sono un poeta ma un musicista”.



The Shak and Speares - “Gagster” 

Punk agresteQuesta la definizione della loro musica a detta degli stessi “The Shak and Speares”. In effetti, l'etichetta calza in quanto è proprio sul punk e sul folk che si poggia l'architettura sonora di “Gagster”, album di debutto dei fratelli Marlowe, sgangherato quartetto originario di Pompei.

Come detto, sin dalle prime battute, grinta punk e frenesia folk si fondono in un crescendo di continue schitarrate, percussioni incalzanti, fiati scatenati e, qua e là, spruzzate di festosi e frizzanti effetti sonori.


L'immaginario che si dischiude nella mente evocativa è fatto di atmosfere zingaresche, paesaggi campestri, mandrie, carovane, banchetti, danze, sudore, baldoria, lunghe gonne, buon vino, gioia, vento fresco, allegria e ultimo, ma non ultimo, un sole caldo e radioso che dispensa la luce necessaria a far risplendere la bellezza circostante.

Nel complesso, un'ondata di positività ed entusiasmo.

domenica 19 maggio 2013

Qualcuno era grillino...


Sembra vada di moda riscrivere Gaber. Ne approfitto volentieri.


Qualcuno era grillino perché era nato in Liguria.

Qualcuno era grillino perché il cugino, il fratello, la sorella, la mamma… il papà no.

Qualcuno era grillino perché si sentiva solo.

Qualcuno era grillino perché aveva avuto una educazione troppo comunista.

Qualcuno era grillino perché il cinema lo esigeva, la pittura lo esigeva, la letteratura lo esigeva… lo esigevano tutti.

Qualcuno era grillino perché “la storia è dalla nostra parte”.

Qualcuno era grillino perché glielo avevano detto.

Qualcuno era grillino perché non gli avevano detto tutto.

Qualcuno era grillino perché prima era fascista.

Qualcuno era grillino perché aveva capito che la Svezia andava non solo bene e veloce, ma era anche piena di figa.

Qualcuno era grillino perché Berlinguer sarà stato anche una brava persona, ma cinque mandati in Parlamento sono decisamente troppi.

Qualcuno era grillino perché Andreotti non era una brava persona.

Qualcuno era grillino perché era ricco ma amava il popolo.

Qualcuno era grillino beveva il vino e si commuoveva alle feste popolari.

Qualcuno era grillino perché era così ateo che aveva bisogno di un altro Dio.

Qualcuno era grillino perchè era talmente affascinato dai politici che voleva essere uno di loro.

Qualcuno era grillino perché non ne poteva più di fare il politico.

Qualcuno era grillino perché il reddito di cittadinanza, l’abolizione di Equitalia, non paghiamo il debito… facile, no?

Qualcuno era grillino perché in famiglia, per decidere se andare a cinema o teatro, si faceva un referendum propositivo senza quorum.

Qualcuno era grillino perché la rivoluzione oggi no, domani forse, ma dopodomani sicuramente.

Qualcuno era grillino perché “Viva Stieglitz, viva Casaleggio, viva Beppe Grillo!”

Qualcuno era grillino per fare rabbia a suo padre.

Qualcuno era grillino perché guardava “Mistero” ed era affascinato dai complotti.

Qualcuno era grillino per moda, qualcuno per principio, qualcuno per frustrazione.

Qualcuno era grillino perché voleva statalizzare tutto. Nel dubbio, abolire.

Qualcuno era grillino perché non conosceva gli impiegati statali, parastatali e affini.

Qualcuno era grillino perché era convinto di avere dietro di sé la Rete.

Qualcuno era grillino perché c’era il grande Movimento 5 stelle.

Qualcuno era grillino nonostante ci fosse il grande Movimento 5 stelle.

Qualcuno era grillino perché non c’era niente di meglio.

Qualcuno era grillino perché abbiamo il peggiore Partito Democratico d’Europa.

Qualcuno era grillino perchè lo Stato peggio che da noi, solo in Uganda.

Qualcuno era grillino perché non ne poteva più di governi viscidi e ruffiani.

Qualcuno era grillino perché piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l’Italicus, Ustica, eccetera eccetera, eccetera.

Qualcuno era grillino perché chi era contro era grillino.

Qualcuno era grillino perché non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia.

Qualcuno credeva di essere grillino, e forse era qualcos’altro.

Qualcuno era grillino perché sognava una libertà come quella americana.

Qualcuno era grillino perché sognava un paese pulito, senza rimborsi elettorali e senza rimborsi all’editoria.

Qualcuno era grillino perché erano scomparsi i comunisti.


Lorenzo Carangelo

martedì 30 aprile 2013

La dignità

La dignità non si compra e non si vende, la dignità è intrinseca. Dignità fa rima con umiltà, ma anche con Rodotà. La dignità è quella di chi, pur di continuare a esistere, accetterebbe come ministro le acque di scolo delle fogne di Calcutta, perchè a Calcutta ha operato Madre Teresa. Dignitoso è colui che viene nel nome del Signore, ma anche colui che non viene per evitare di offendere il buon nome di Signorini. Dignitoso è chi latra "Il canto degli italiani" al cospetto del potere giudiziario per difendere satrapi e satiri dalle membra flaccide, senza ricevere in cambio nemmeno un mesto rimprovero. Dignitoso è il pensionato che protesta per la miseria della sua paga mensile sotto una pioggia di manganellate, mentre ch,i da sempre, si deterge il deretano con l'italico vessillo continua a essere premiato  e riverito. Dignità fa rima con lealtà e verità, ma anche con podestà. Dignitoso è chi vende se stesso per sopravvivere alla fame, non chi vende la fame per sopravvivere a se stesso. Dignitoso è il gatto, che ti porta mezzo topo per contribuire all'economia familiare, ma anche il cane, che ti insudicia il giardino per ringraziarti del cibo quotidiano; dignitoso è il lama, che ti sputa in faccia perchè deve espellere il sudore, ma anche la puzzola, che ti inonda di olezzi nauseabondi perchè ti considera una minaccia.
La dignità di un essere umano è direttamente proporzionale alla possibilità di espletare autonomamente i propri bisogni corporali.

Parola di Crisuommolo.

martedì 19 marzo 2013

Per amore del mio popolo non tacerò



Nel giorno della ricorrenza dell'omicidio di Don Peppe Diana, il Caffè Del Castagno pubblica il testo integrale del documento da lui scritto, divenuto celebre per il coraggio del prete anticamorra nel denunciare i veri colpevoli del disastro campano, e italiano:

Siamo preoccupati

Assistiamo impotenti al dolore di tante famiglie che vedono i loro figli finire miseramente vittime o mandanti delle organizzazioni della camorra. Come battezzati in Cristo, come pastori della Forania di Casal di Principe ci sentiamo investiti in pieno della nostra responsabilità di essere “segno di contraddizione”. Coscienti che come chiesa “dobbiamo educare con la parola e la testimonianza di vita alla prima beatitudine del Vangelo che è la povertà, come distacco dalla ricerca del superfluo, da ogni ambiguo compromesso o ingiusto privilegio, come servizio sino al dono di sé, come esperienza generosamente vissuta di solidarietà”.

 La Camorra

La Camorra oggi è una forma di terrorismo che incute paura, impone le sue leggi e tenta di diventare componente endemica nella società campana. I camorristi impongono con la violenza, armi in pugno, regole inaccettabili: estorsioni che hanno visto le nostre zone diventare sempre più aree sussidiate, assistite senza alcuna autonoma capacità di sviluppo; tangenti al venti per cento e oltre sui lavori edili, che scoraggerebbero l'imprenditore più temerario; traffici illeciti per l'acquisto e lo spaccio delle sostanze stupefacenti il cui uso produce a schiere giovani emarginati, e manovalanza a disposizione delle organizzazioni criminali; scontri tra diverse fazioni che si abbattono come veri flagelli devastatori sulle famiglie delle nostre zone; esempi negativi per tutta la fascia adolescenziale della popolazione, veri e propri laboratori di violenza e del crimine organizzato.

Precise responsabilità politiche

È oramai chiaro che il disfacimento delle istituzioni civili ha consentito l'infiltrazione del potere camorristico a tutti i livelli. La Camorra riempie un vuoto di potere dello Stato che nelle amministrazioni periferiche è caratterizzato da corruzione, lungaggini e favoritismi. La Camorra rappresenta uno Stato deviante parallelo rispetto a quello ufficiale, privo però di burocrazia e d'intermediari che sono la piaga dello Stato legale. L'inefficienza delle politiche occupazionali, della sanità, ecc; non possono che creare sfiducia negli abitanti dei nostri paesi; un preoccupato senso di rischio che si va facendo più forte ogni giorno che passa, l'inadeguata tutela dei legittimi interessi e diritti dei liberi cittadini; le carenze anche della nostra azione pastorale ci devono convincere che l'Azione di tutta la Chiesa deve farsi più tagliente e meno neutrale per permettere alle parrocchie di riscoprire quegli spazi per una “ministerialità” di liberazione, di promozione umana e di servizio. Forse le nostre comunità avranno bisogno di nuovi modelli di comportamento: certamente di realtà, di testimonianze, di esempi, per essere credibili.
Impegno dei cristiani
Il nostro impegno profetico di denuncia non deve e non può venire meno. Dio ci chiama ad essere profeti.
  • Il Profeta fa da sentinella: vede l'ingiustizia, la denuncia e richiama il progetto originario di Dio (Ezechiele 3,16-18);
  • Il Profeta ricorda il passato e se ne serve per cogliere nel presente il nuovo (Isaia 43);
  • Il Profeta invita a vivere e lui stesso vive, la Solidarietà nella sofferenza (Genesi 8,18-23);
  • Il Profeta indica come prioritaria la via della giustizia (Geremia 22,3 -Isaia 5)
Coscienti che “il nostro aiuto è nel nome del Signore” come credenti in Gesù Cristo il quale “al finir della notte si ritirava sul monte a pregare” riaffermiamo il valore anticipatorio della Preghiera che è la fonte della nostra Speranza.

NON UNA CONCLUSIONE: MA UN INIZIO

Appello

Le nostre “Chiese hanno, oggi, urgente bisogno di indicazioni articolate per impostare coraggiosi piani pastorali, aderenti alla nuova realtà; in particolare dovranno farsi promotrici di serie analisi sul piano culturale, politico ed economico coinvolgendo in ciò gli intellettuali finora troppo assenti da queste piaghe”. Ai preti nostri pastori e confratelli chiediamo di parlare chiaro nelle omelie ed in tutte quelle occasioni in cui si richiede una testimonianza coraggiosa. Alla Chiesa che non rinunci al suo ruolo “profetico” affinché gli strumenti della denuncia e dell'annuncio si concretizzino nella capacità di produrre nuova coscienza nel segno della giustizia, della solidarietà, dei valori etici e civili (Lam. 3,17-26). Tra qualche anno, non vorremmo batterci il petto colpevoli e dire con Geremia “Siamo rimasti lontani dalla pace… abbiamo dimenticato il benessere… La continua esperienza del nostro incerto vagare, in alto ed in basso,… dal nostro penoso disorientamento circa quello che bisogna decidere e fare… sono come assenzio e veleno”. "

Don Peppe Diana

Belfagor arcidiavolo

C'era una volta, in Paese lontano lontano, un'allegra brigata di birboni, che si faceva chiamare, non si sa perchè, "El pueblo de la libertad". Erano donne e uomini, tutti belli e baldanzosi, chi con le tette e le labbra (piccole e grandi) di plastica e caucciù, chi con il cervello e i bulbi piliferi di sterco e nylon. Costoro, consapevoli della minchionaggine dei loro concittadini, approvavano qualsiasi porcata del loro Re e Signore: leggi elettorali finalizzate alla non governabilità, festini pseudopornografici di serie Z camuffati da incontri diplomatici, lettoni di Putin e, last but not least, fantasiosi scambi di identità, grazie ai quali una marocchina minorenne dalle indubbie qualità diventa nipote di un egiziano amico del Kaiser delle libertà. L'allegra brigata, poi, non incontrava alcuna opposizione da parte dell'altro polo di bricconi che, inspiegabilmente, si era autoproclamato "democratico", amputando nel corso del tempo ogni residuo di sinistra e diventando la parodia del peggiore cattocomunismo della storia. Il loro leader, quello vero, era un omuncolo con i baffetti e l'atteggiamento da primo della classe, eternamente invidioso del Kaiser de la libertad e della sua combriccola di ninfette siliconate. Un giorno, non molto tempo fa, el pueblo de la libertad decise di marciare sul tribunale più importante del Paese, intonando l'inno nazionale, al fine di legalizzare puttanizie, sfruttamento della prostituzione (minorile e non), falso in bilancio, corruzione, compravendita di voti e senatori, concussione e porcate varie. Il Paese di cui stiamo parlando, però, era un Paese civile e serio, tanto che arrivarono i gendarmi e, con le armi, fracassarono le teste, le labbra e le tette pneumatiche dei vili marrani e traditori, maschi e femmine, senza distinzione alcuna di mignottaggine, ideologica o morale. Parallelamente, in un Paese che esiste solo nelle favole, l'allegra brigata non subiva alcuna punizione per lo scempio anticostituzionale perpetrato, mentre tre giovani studenti di un liceo della capitale e quattro pensionati novantenni venivano massacrati a colpi di manganello dalla gendarmeria per aver chiesto più fondi per scuola, assistenza sanitaria e pensioni.

Parola di Crisuommolo

lunedì 18 marzo 2013

Minetti uber alles

La verità è questa: la Camera è fatta, il Senato pure. Hanno votato un presidente Grasso, l'unico magistrato della Via Lattea in grado di auspicare un premio per Silvione; e che premio! Premio per l'impegno antimafia! Cioè: la magistratura che attacca e vitupera se stessa per evitare di essere se stessa. Complimentoni! Il delirio di onnipatonza colpisce ancora! Crisuommolo, allora, si indigna e afferma quanto segue: se queste sono le premesse, l'italietta merita il Medioevo, compresa la peste. Crisuommolo, inoltre, avanza una proposta sentita e di larghe intese: Nicole Minetti Presidente della Repubblica. Non ha l'età giusta? Sticazzi, basta cambiare la legge. Ad personam.

P. S. il prossimo 10 giugno sarà pubblicato l'album definitivo dei Black Sabbath con Ozzy alla voce, dopo 35 fottutissimi anni di logorante attesa. Aspettative? Un cazzo! Per quanto mi riguarda, se i Sabbath pubblicassero un disco con due ore di rutti e peti, sarebbe comunque un capolavoro assoluto. A scatola chiusa.

Crisuommolo

sabato 9 febbraio 2013

Silenzio elettorale: bar condicio



 In quel di Guardia non ne vogliono proprio sapere di stare con le mani in mano. Le solite serate nei pub non riescono più a soddisfare le esigenze di ragazzi carichi di entusiamo, voglia di fare e soprattutto voglia di ascoltare musica dal vivo!! Queste le principali motivazioni che spingono i ragazzi del circolo ARCI Doxa a rimboccarsi le maniche ed organizzare, con grande spirtito di sacrificio, un nuovo impegno, contraddistinto come sempre da buona musica ed impreziosito dall’affasciante atmosfera del castello medievale di Guardia, ancora una volta, sede dell’evento. L’appuntamento è fissato per sabato 23  febbraio a partire dalle 21.30.
 Saranno i fans del metal ad essere maggiormente soddisfatti della nuova serata sul castello, infatti ad animare (per usare un’eufemismo)  la serata ci penserà il gruppo degli Housebreaking. Energia da vendere per una band che dal vivo offre spettacoli coinvolgenti ed appassionanti, in una serata che in quanto a esplosività ed adrenalina non lascerà certo a desiderare.
La band si forma ad inizio anni novanta mettendo subito in chiaro il carattere forte e deciso delle loro composizioni, si rinnova nel tempo modificandosi anche nello stile per poi attuare un ritorno alle origini da cui nel 2010 fuoriesce  l’album “Out of your brain”. Tanta grinta per un gruppo che intende realmente farsi sentire. Tra i membri  troviamo Marco Stanzione (vocal) , Mariano Fontaine (guitar), Alfredo Tranchedone (guitar), Giovanni Gray Molle (bass,back vocal), Gianni Marchelletta (drum).
 Dopo le positive esperienze dello scorso anno e il sorprendente successo dell’ultimo minifestival dello scorso mese di dicembre i componenti della Doxa sono, ancor più di prima, certi dell’apprezzamento del lavoro svolto e sicuri della bontà e del valore socio-cultuale delle loro iniziative. L’associazione è ormai diventata una realtà del paese, viva palpitante piena di risorse ed energie. Energie pulite come l’altruismo e il lavoro di squadra, il tutto accompagnato da solide basi in cui si riconosco valori importanti quali l’associazionismo e lo scambio culturale di cui la musica è importante veicolo; in quest’ottica ragiona l’associazione e con questi criteri andranno avanti in un cammino che si preannuncia ricco di soddisfazioni.
Il presidente e l’associazione tutta invitano quindi a rallegrarci della vostra presenza omaggiando l’impegno dei ragazzi e la loro dedizione figlia dell’amore per la propria società.

Italo D'Andrea
Responsabile comunicazione
Associazione culturale Doxa - Circolo Arci
Guardia Sanframondi