Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente.
Bertolt Brecht

Il caffè del castagno

Il caffè del castagno è il locale in cui i sovversivi, nel capolavoro di Orwell 1984, si riunivano per dare vita alle loro iniziative.

martedì 19 marzo 2013

Per amore del mio popolo non tacerò



Nel giorno della ricorrenza dell'omicidio di Don Peppe Diana, il Caffè Del Castagno pubblica il testo integrale del documento da lui scritto, divenuto celebre per il coraggio del prete anticamorra nel denunciare i veri colpevoli del disastro campano, e italiano:

Siamo preoccupati

Assistiamo impotenti al dolore di tante famiglie che vedono i loro figli finire miseramente vittime o mandanti delle organizzazioni della camorra. Come battezzati in Cristo, come pastori della Forania di Casal di Principe ci sentiamo investiti in pieno della nostra responsabilità di essere “segno di contraddizione”. Coscienti che come chiesa “dobbiamo educare con la parola e la testimonianza di vita alla prima beatitudine del Vangelo che è la povertà, come distacco dalla ricerca del superfluo, da ogni ambiguo compromesso o ingiusto privilegio, come servizio sino al dono di sé, come esperienza generosamente vissuta di solidarietà”.

 La Camorra

La Camorra oggi è una forma di terrorismo che incute paura, impone le sue leggi e tenta di diventare componente endemica nella società campana. I camorristi impongono con la violenza, armi in pugno, regole inaccettabili: estorsioni che hanno visto le nostre zone diventare sempre più aree sussidiate, assistite senza alcuna autonoma capacità di sviluppo; tangenti al venti per cento e oltre sui lavori edili, che scoraggerebbero l'imprenditore più temerario; traffici illeciti per l'acquisto e lo spaccio delle sostanze stupefacenti il cui uso produce a schiere giovani emarginati, e manovalanza a disposizione delle organizzazioni criminali; scontri tra diverse fazioni che si abbattono come veri flagelli devastatori sulle famiglie delle nostre zone; esempi negativi per tutta la fascia adolescenziale della popolazione, veri e propri laboratori di violenza e del crimine organizzato.

Precise responsabilità politiche

È oramai chiaro che il disfacimento delle istituzioni civili ha consentito l'infiltrazione del potere camorristico a tutti i livelli. La Camorra riempie un vuoto di potere dello Stato che nelle amministrazioni periferiche è caratterizzato da corruzione, lungaggini e favoritismi. La Camorra rappresenta uno Stato deviante parallelo rispetto a quello ufficiale, privo però di burocrazia e d'intermediari che sono la piaga dello Stato legale. L'inefficienza delle politiche occupazionali, della sanità, ecc; non possono che creare sfiducia negli abitanti dei nostri paesi; un preoccupato senso di rischio che si va facendo più forte ogni giorno che passa, l'inadeguata tutela dei legittimi interessi e diritti dei liberi cittadini; le carenze anche della nostra azione pastorale ci devono convincere che l'Azione di tutta la Chiesa deve farsi più tagliente e meno neutrale per permettere alle parrocchie di riscoprire quegli spazi per una “ministerialità” di liberazione, di promozione umana e di servizio. Forse le nostre comunità avranno bisogno di nuovi modelli di comportamento: certamente di realtà, di testimonianze, di esempi, per essere credibili.
Impegno dei cristiani
Il nostro impegno profetico di denuncia non deve e non può venire meno. Dio ci chiama ad essere profeti.
  • Il Profeta fa da sentinella: vede l'ingiustizia, la denuncia e richiama il progetto originario di Dio (Ezechiele 3,16-18);
  • Il Profeta ricorda il passato e se ne serve per cogliere nel presente il nuovo (Isaia 43);
  • Il Profeta invita a vivere e lui stesso vive, la Solidarietà nella sofferenza (Genesi 8,18-23);
  • Il Profeta indica come prioritaria la via della giustizia (Geremia 22,3 -Isaia 5)
Coscienti che “il nostro aiuto è nel nome del Signore” come credenti in Gesù Cristo il quale “al finir della notte si ritirava sul monte a pregare” riaffermiamo il valore anticipatorio della Preghiera che è la fonte della nostra Speranza.

NON UNA CONCLUSIONE: MA UN INIZIO

Appello

Le nostre “Chiese hanno, oggi, urgente bisogno di indicazioni articolate per impostare coraggiosi piani pastorali, aderenti alla nuova realtà; in particolare dovranno farsi promotrici di serie analisi sul piano culturale, politico ed economico coinvolgendo in ciò gli intellettuali finora troppo assenti da queste piaghe”. Ai preti nostri pastori e confratelli chiediamo di parlare chiaro nelle omelie ed in tutte quelle occasioni in cui si richiede una testimonianza coraggiosa. Alla Chiesa che non rinunci al suo ruolo “profetico” affinché gli strumenti della denuncia e dell'annuncio si concretizzino nella capacità di produrre nuova coscienza nel segno della giustizia, della solidarietà, dei valori etici e civili (Lam. 3,17-26). Tra qualche anno, non vorremmo batterci il petto colpevoli e dire con Geremia “Siamo rimasti lontani dalla pace… abbiamo dimenticato il benessere… La continua esperienza del nostro incerto vagare, in alto ed in basso,… dal nostro penoso disorientamento circa quello che bisogna decidere e fare… sono come assenzio e veleno”. "

Don Peppe Diana

Belfagor arcidiavolo

C'era una volta, in Paese lontano lontano, un'allegra brigata di birboni, che si faceva chiamare, non si sa perchè, "El pueblo de la libertad". Erano donne e uomini, tutti belli e baldanzosi, chi con le tette e le labbra (piccole e grandi) di plastica e caucciù, chi con il cervello e i bulbi piliferi di sterco e nylon. Costoro, consapevoli della minchionaggine dei loro concittadini, approvavano qualsiasi porcata del loro Re e Signore: leggi elettorali finalizzate alla non governabilità, festini pseudopornografici di serie Z camuffati da incontri diplomatici, lettoni di Putin e, last but not least, fantasiosi scambi di identità, grazie ai quali una marocchina minorenne dalle indubbie qualità diventa nipote di un egiziano amico del Kaiser delle libertà. L'allegra brigata, poi, non incontrava alcuna opposizione da parte dell'altro polo di bricconi che, inspiegabilmente, si era autoproclamato "democratico", amputando nel corso del tempo ogni residuo di sinistra e diventando la parodia del peggiore cattocomunismo della storia. Il loro leader, quello vero, era un omuncolo con i baffetti e l'atteggiamento da primo della classe, eternamente invidioso del Kaiser de la libertad e della sua combriccola di ninfette siliconate. Un giorno, non molto tempo fa, el pueblo de la libertad decise di marciare sul tribunale più importante del Paese, intonando l'inno nazionale, al fine di legalizzare puttanizie, sfruttamento della prostituzione (minorile e non), falso in bilancio, corruzione, compravendita di voti e senatori, concussione e porcate varie. Il Paese di cui stiamo parlando, però, era un Paese civile e serio, tanto che arrivarono i gendarmi e, con le armi, fracassarono le teste, le labbra e le tette pneumatiche dei vili marrani e traditori, maschi e femmine, senza distinzione alcuna di mignottaggine, ideologica o morale. Parallelamente, in un Paese che esiste solo nelle favole, l'allegra brigata non subiva alcuna punizione per lo scempio anticostituzionale perpetrato, mentre tre giovani studenti di un liceo della capitale e quattro pensionati novantenni venivano massacrati a colpi di manganello dalla gendarmeria per aver chiesto più fondi per scuola, assistenza sanitaria e pensioni.

Parola di Crisuommolo

lunedì 18 marzo 2013

Minetti uber alles

La verità è questa: la Camera è fatta, il Senato pure. Hanno votato un presidente Grasso, l'unico magistrato della Via Lattea in grado di auspicare un premio per Silvione; e che premio! Premio per l'impegno antimafia! Cioè: la magistratura che attacca e vitupera se stessa per evitare di essere se stessa. Complimentoni! Il delirio di onnipatonza colpisce ancora! Crisuommolo, allora, si indigna e afferma quanto segue: se queste sono le premesse, l'italietta merita il Medioevo, compresa la peste. Crisuommolo, inoltre, avanza una proposta sentita e di larghe intese: Nicole Minetti Presidente della Repubblica. Non ha l'età giusta? Sticazzi, basta cambiare la legge. Ad personam.

P. S. il prossimo 10 giugno sarà pubblicato l'album definitivo dei Black Sabbath con Ozzy alla voce, dopo 35 fottutissimi anni di logorante attesa. Aspettative? Un cazzo! Per quanto mi riguarda, se i Sabbath pubblicassero un disco con due ore di rutti e peti, sarebbe comunque un capolavoro assoluto. A scatola chiusa.

Crisuommolo

sabato 9 febbraio 2013

Silenzio elettorale: bar condicio



 In quel di Guardia non ne vogliono proprio sapere di stare con le mani in mano. Le solite serate nei pub non riescono più a soddisfare le esigenze di ragazzi carichi di entusiamo, voglia di fare e soprattutto voglia di ascoltare musica dal vivo!! Queste le principali motivazioni che spingono i ragazzi del circolo ARCI Doxa a rimboccarsi le maniche ed organizzare, con grande spirtito di sacrificio, un nuovo impegno, contraddistinto come sempre da buona musica ed impreziosito dall’affasciante atmosfera del castello medievale di Guardia, ancora una volta, sede dell’evento. L’appuntamento è fissato per sabato 23  febbraio a partire dalle 21.30.
 Saranno i fans del metal ad essere maggiormente soddisfatti della nuova serata sul castello, infatti ad animare (per usare un’eufemismo)  la serata ci penserà il gruppo degli Housebreaking. Energia da vendere per una band che dal vivo offre spettacoli coinvolgenti ed appassionanti, in una serata che in quanto a esplosività ed adrenalina non lascerà certo a desiderare.
La band si forma ad inizio anni novanta mettendo subito in chiaro il carattere forte e deciso delle loro composizioni, si rinnova nel tempo modificandosi anche nello stile per poi attuare un ritorno alle origini da cui nel 2010 fuoriesce  l’album “Out of your brain”. Tanta grinta per un gruppo che intende realmente farsi sentire. Tra i membri  troviamo Marco Stanzione (vocal) , Mariano Fontaine (guitar), Alfredo Tranchedone (guitar), Giovanni Gray Molle (bass,back vocal), Gianni Marchelletta (drum).
 Dopo le positive esperienze dello scorso anno e il sorprendente successo dell’ultimo minifestival dello scorso mese di dicembre i componenti della Doxa sono, ancor più di prima, certi dell’apprezzamento del lavoro svolto e sicuri della bontà e del valore socio-cultuale delle loro iniziative. L’associazione è ormai diventata una realtà del paese, viva palpitante piena di risorse ed energie. Energie pulite come l’altruismo e il lavoro di squadra, il tutto accompagnato da solide basi in cui si riconosco valori importanti quali l’associazionismo e lo scambio culturale di cui la musica è importante veicolo; in quest’ottica ragiona l’associazione e con questi criteri andranno avanti in un cammino che si preannuncia ricco di soddisfazioni.
Il presidente e l’associazione tutta invitano quindi a rallegrarci della vostra presenza omaggiando l’impegno dei ragazzi e la loro dedizione figlia dell’amore per la propria società.

Italo D'Andrea
Responsabile comunicazione
Associazione culturale Doxa - Circolo Arci
Guardia Sanframondi

lunedì 3 dicembre 2012

Doxapalooza



Di nuovi e travolgenti serate si arricchisce la lista di impegni che i giovani membri dell'associazione culturale Doxa, di Guardia Sanframondi, hanno deciso di offrire agli appassionati di buona musica, buona compagnia e suggestive locations. Sarà infatti il castello medievale del paese a dare luogo al programma invernale e ad ospitare quindi l'entusiasmante minifestival.
Il carattere ilare e vivace dell'evento serale, organizzato con dovizia di particolari dai componenti della frenetica associazione guardiese, è facilmente intuibile. Il minifestival infatti prende il nome di “Doxapalooza”. 
Il programma si compone di due serate, precisamente quelle di giovedì 27 e del successivo venerdì 28 dicembre; una buona occasione per rendere più corpulenta ed accattivante l'ultima settimana dell'anno ed arrivare ancor più carichi nel 2013.
Ad essere padrona delle due serate sarà, ancora una volta, la musica. Nell'ultima e più robusta serata saranno i “Drink to me” a salire i gradini del castello guardiese. L'emergente band emiliana ha accettato l'invito dei ragazzi dell'associazione dando l'ok per una serata che, a giudicare dal fragore con cui i “Drink to me” si stanno attestando nella musica italiana, si prospetta certamente elettrizzante. Sono ormai anni che la band riceve elogi in ogni dove. Lunghissima la loro lista di concerti, la maggior parte dei quali all'estero; motivo in più per cogliere l'opportunità di ascoltarli dal vivo.
Ma i primi ad esibirsi saranno i membri dell'emergente gruppo musicale dei “Waiting for”. La loro musica coinvolgente ed al passo coi tempi non può che trasmettere voglia di esserci. Un gruppo compatto e dinamico come l'energia che riescono a trasmettere con i loro pezzi. Come d'abitudine infatti la Doxa concede occasioni anche alle nuove realtà locali, proponendo band della zona vogliose di ritagliarsi i propri spazi e dimostrare i propri talenti. Stavolta saranno i “Waiting for” ad avere la possibilità di esibirsi e far sentire la propria voce; opportunità che sfrutteranno senz'altro al meglio.
A voi proponiamo invece  l'opportunità di regalare qualche sorriso a tutti i partecipanti. Come? Con una foto!! nella quale esporre un cartello con su scritto “Waiting for.......”; insomma un modo originale per comunicare a tutti cosa desideri, ciò che stai aspettando!! Ad essere apprezzate saranno ovviamente l'ironia, la creatività e la stravaganza delle immagini. Le più fantasiose interpretazione della simpatica iniziativa verranno stampate ed esposte per l'intera durata del minifestival. L'associazione ricorda inoltre che le foto dovranno essere inviate entro le ore 15:00 del 25 dicembre, queste saranno messe a confronto e opportunamente valutate; pertanto l'autore dell'immagine più comunicativa verrà premiato con un “free entry” e ben 5 consumazioni, da spendere nell'arco delle due serate. In una realtà come quella locale che offre poco al mondo dei giovani, la Doxa lavora al fine di rianimare le quasi sempre fredde e monotone serate invernali proponendo un divertimento facile, economico e a due passi da casa. Gli scopi per i quali l'associazione si è composta, sono ora il motore che spinge i membri della stessa a collaborare ed ingegnarsi nell'intento di regalare alla nostra comunità nuovi momenti di divertimento e confronto. Obiettivi privi di qualsivoglia ritorno personale ed alimentati dalla semplice e sana voglia di fare, dal desiderio di essere attivi e di restituire fermento e scambio culturale ad una società troppo spesso irrigidita ed appiattita che la Doxa, accanita sostenitrice della cultura e delle più svariate rappresentazioni artistiche, non riesce proprio ad accettare.
Certi di una positiva risposta, invitiamo pertanto tutti a prendere parte alla “Doxapalooza”,  regalandoci immagini, partecipazione ed allegria.

L’associazione Doxa, inoltre, approfitta dell’occasione per augurare alla Confraternita della Misericordia di Guardia Sanframondi un buon proseguimento delle attività nella nuova sede, oggi inaugurata.

Italo D’Andrea
Ufficio stampa
Associazione culturale Doxa, Circolo Arci
Guardia Sanframondi