Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente.
Bertolt Brecht

Il caffè del castagno

Il caffè del castagno è il locale in cui i sovversivi, nel capolavoro di Orwell 1984, si riunivano per dare vita alle loro iniziative.

giovedì 6 maggio 2010

mercoledì 5 maggio 2010

Bossi: unità d'italia ricorrenza inutile

Il Senatur non si smentisce mai. Il leader storico dell Lega ha infatti annunciato che i festeggiamenti per l'unità d'Italia non sono proprio il suo forte, come daltronde aveva già fatto capire il Ministro della (?) Semplificazione Calderoli.
Come fare a dargli torto? Non si può proprio in nessun modo, sono convinti che il Sud è il male d'Italia e andranno avanti con questa storia fin quando qualcuno gli darà, o gli farà credere di aver avuto, il famoso federalismo fiscale. Cosa poi sia nello specifico non lo sanno nemmeno loro, dato che hanno firmato una bozza di legge (insieme al Partito Democratico) nella quale si dice che il federalismo fiscale non farà danni agli italiani (e allora come farà a favorire i padani?) e non punterà alla divisione della nazione (e allora perchè è inutile partecipare ai festeggiamenti dell'unità d'Italia?). Sono proprio strani questi italiani....

sabato 1 maggio 2010

DIOGENE DI SINOPE- OMAGGIO AL CANE


Diogene di Sinope (412 a. C.- 323 a. C.), conosciuto anche con l' epiteto di "Diogene il Cane",
oppure anche come "Socrate il pazzo", è stato un grandissimo filosofo dell' antichità, massimo esponente della scuola socratica di Antistene, che prenderà giustappunto il nome di "scuola cinica". Alcune delle abitudini che lo hanno caratterizzato, come "colui che viveva in una botte" o " che andava in giro con la lanterna accesa in pieno giorno perché intento a cercare l’ uomo..", sono passate ormai alla storia, imprimendosi nell’ immaginario filosofico, artistico e umano di ogni tempo.
Anche materialmente Diogene di Sinope ha esrcitato un influsso profondissimo su tutta la cultura occidentale: dal Cristianesimo arcaico sino ai giorni nostri con Peter Sloterdijk, che ha riproposto il cinismo antico come rimedio al fallimento del razionalismo illuminista.
Purtroppo bisogna qui rimproverare che questa grande figura, se si eccettuano pochi circoli di elite, è tutt’oggi bisfrattata, boicottata, evitata dagli specialisti, misinterpretata nelle scuole, e questo semplicemente per via delle sue idee fermissime e dei suoi comportamenti giudicati da sempre ribelli o stravaganti.
Contemporaneo di Platone, verso il quale ha manifestato sempre grande ironia, Diogene è stato infatti l’ interprete più radicale e agguerrito della critica alla società e ai valori tradizionali inaugurata dal maestro Socrate. Ma, fatto più unico che raro nella cultura filosofica occidentale e antiteticamente allo stesso Socrate, durante le discussioni, il Cane non pone alcun problema, non fa nessuna domanda, piuttosto si pone dalla parte di chi risponde, e pare che quanto a battute sferzanti volte ad ammutolire l' interlocutore sia stato impareggiabile.
Esattamente all' opposto di Platone ( proprio colui che lo etichettò come “ un Socrate impazzito”) egli rinnega radicalmente la povera arroganza della teoria alla quale preferisce l’ umile ricchezza della vita: ecco dove Diogene è molto più socratico di Platone.
Cicerone nelle tusculanae disputationes ci racconta un aneddoto storico sulla sua concezione della libertà: pare che una volta Alessandro Magno, tanto affascinato dal filosofo, gli avesse domandato se avesse bisogno di qualcosa, lui che con tutte le sue ricchezze avrebbe potuto soddisfare qualsiasi desiderio .... E indovinate cosa rispose Diogene al grande re:
"Si in questo momento di una cosa ho bisogno. Spostati un pò dal Sole che mi stai facendo ombra".

Più potente e più ricco di Alessandro, Diogene poteva infatti rifiutare più di quanto il re potesse concedere.
Ed era solito dimostrare come le sue ricchezze erano superiori di gran lunga a quelle dei re poichè egli non mancava mai di nulla mentre un re non è mai soddisfatto...
Sfacciato, irriverente, beffardo, il Cane è cosi’ diventato nel tempo un’ icona della critica al potere, alle istituzioni e alle vanità umane.
Una delle sue pratiche più divertenti consisteva nell’ esporre il dito medio per vedere la reazione dei propri interlocutori....
E in proposito diceva qualcosa di incredibilmente profondo e attuale:

” Nel mondo in cui viviamo un dito è il criterio della follia degli uomini: se uno va in giro mostrando il dito medio si pensa che sia folle, ma se il dito è l’ indice va tutto bene”.

Diogene è semplicemente un mito, un anarchico dell’ antichità: uno che non ha avuto mai paura di andare nella direzione opposta a quella in cui andava il mondo intero. E’ stato anche la prima persona riconosciuta ad aver utilizzato il termine di cosmopolita. Diogene Laerzio ci racconta infatti che quando Diogene il Cane fu interrogato sulla sua provenienza egli rispose: “Sono cittadino del mondo”,
ed è una dichiarazione tanto più sorprendente in quanto fatta in un epoca in cui l’ identità degli individui si legava fortissimamente alle Polis.
Quanto all’ epiteto di Cane, probabilmente nato in modo spregiativo, esso ha tuttavia una radice positiva che consiste nel fatto che Diogene medesimo riteneva che, dal momento che gli esseri umani vivono in modo artificiale e ipocrita, essi devono piuttosto studiare e seguire gli atteggiamenti del cane. Questo lo ha portato da un lato a rifiutare qualsiasi decenza, di qua quella sua abitudine a praticare in pubblico le funzioni fisiologiche senza disagio (Il cane pisciava negli anfiteatri!!!), dall’ altro ad accontentarsi dei costumi più umili: perchè il cane mangia di tutto, e non si preoccupa di dove dorme.
Assolutamente a proposito sono queste parole di Seneca:

“ Dimmi, te ne prego, chi ammiri di più tra Diogene e Dedalo, chi ti sembra più sapiente. il secondo, che ha inventato la sega, o il primo, che quando vide un bambino bere nel cavo delle mani, prese dalla bisaccia la sua tazza e la ruppe, e rimproverando se stesso disse: <<>> Poi si rannicchiò nella sua botte come un cane e si riaddormentò”.

Inoltre, sempre secondo Diogene, i cani vivono nel presente senza ansietà, e non si occupano di inutile filosofia astratta. E Infine sanno istintivamente chi è amico e chi è nemico: al contrario degli uomini, che o ingannano o sono ingannati, i cani riconoscono sempre la verità.
Ma la sua filosofia consiste perciò anche nell’ agire, nel mordere, come egli stesso ha esclamato una volta:

“ A che ci serve un uomo che ha passato tanto tempo a fare filosofia senza dar fastidio a nessuno?”

Giuseppe De Lucia 27 / 04/ 2010

sabato 17 aprile 2010

Sogno o son desto?

Ma a che punto siamo arrivati? In che tipo di paese viviamo? In nome di quali ideali ancora non è ricominciata una vera emigrazione di massa verso paesi in cui la democrazia è un valore e le parole hanno un peso? Ormai l’attaccamento alla propria terra e il patriottismo non sono quasi più una giustificazione valida per restare.

Giovedì ho guardato Annozero, ed era la puntata dedicata ai tre operatori sanitari di Emergency che si trovano in una situazione talmente assurda da sembrare quasi buffa; rinchiusi senza un perché con un governo che sembra non aver mai avuto un ministero degli esteri e crea imbarazzo mandando elementi come Gasparri a fare sfoggio della sua libertà di parola in modo così acuto da dimenticare che ha una libertà di pensiero di cui dovrebbe usufruire prima dell’altra.

Ma nemmeno lo si può biasimare, perché lo stesso fa il nostro ministro della difesa, La Russa, che dall’alto della sua seggiolina parlamentare perenne si permette di alzare la voce e controbattere le tesi di un chirurgo di guerra che opera bambini mutilati in attesa che una bomba cada sul suo ospedale o gruppi armati provino a impossessarsene. E’ proprio il caso di dirlo: vada a lavorare!

Poco fa, come se il resto non rendesse già il mio umore ai minimi livelli, apprendo con grande sorpresa che il nostro Presidente del Consiglio ha detto che Roberto Saviano sbaglia a pubblicizzare così la criminalità organizzata perché così facendo da un’immagine negativa dell’Italia. E a questo non vorrei aggiungere nulla. Si commenta fin troppo da solo.

M’è solo venuta voglia di scappare, perché più passa il tempo e più mi chiedo se gli italiani ci fanno o ci sono….


Lorenzo Carangelo

giovedì 1 aprile 2010

Mezzo pareggio condito con comizi

Finite le elezioni, continuano i comizi. Ieri sera quello di ringraziamento della lista vincente e stasera uno, credo di risposta e di programmazione post elettorale, della nuova opposizione nel consiglio comunale.
Già questo fatto, cioè che i comizi non si interrompano con la fine delle elezioni, mi sembra positivo ma sono pienamente convinto che finirà di qui a poche settimane.
Poco fa ero al bar e qualcuno mi ha fatto notare, seppure in maniera goliardica, che sarebbe utile e produttivo continuare a parlare alla popolazione, così da tenere informati i cittadini pubblicamente sulle decisioni che verranno prese in consiglio.
E' noto infatti che il divario tra i voti delle due liste concorrenti si è attestato a 64, il che vuol dire che la vittoria è stata decisa alla fine da 33 persone che hanno votato uno schieramento invece che l'altro. Insomma un mezzo pareggio che non può far urlare nessuno al trionfo ma più che altro può far riflettere la maggioranza a prendere il più possibile scelte condivise per evitare di spaccare il paese.
Per quanto mi riguarda spero davvero e vivamente di non assistere ad altri cinque anni di inutili e vergognosi teatrini che vedono coinvolti politici e dei quali gli elettori puntualmente e giustamente se ne strafregano. Spero di vedere qualcosa crescere, spero di vedere il nuovo che avanza, spero di vedere davvero il moderno che incombe.

Lorenzo Carangelo