La dignità non si compra e non si vende, la dignità è intrinseca. Dignità fa rima con umiltà, ma anche con Rodotà. La dignità è quella di chi, pur di continuare a esistere, accetterebbe come ministro le acque di scolo delle fogne di Calcutta, perchè a Calcutta ha operato Madre Teresa. Dignitoso è colui che viene nel nome del Signore, ma anche colui che non viene per evitare di offendere il buon nome di Signorini. Dignitoso è chi latra "Il canto degli italiani" al cospetto del potere giudiziario per difendere satrapi e satiri dalle membra flaccide, senza ricevere in cambio nemmeno un mesto rimprovero. Dignitoso è il pensionato che protesta per la miseria della sua paga mensile sotto una pioggia di manganellate, mentre ch,i da sempre, si deterge il deretano con l'italico vessillo continua a essere premiato e riverito. Dignità fa rima con lealtà e verità, ma anche con podestà. Dignitoso è chi vende se stesso per sopravvivere alla fame, non chi vende la fame per sopravvivere a se stesso. Dignitoso è il gatto, che ti porta mezzo topo per contribuire all'economia familiare, ma anche il cane, che ti insudicia il giardino per ringraziarti del cibo quotidiano; dignitoso è il lama, che ti sputa in faccia perchè deve espellere il sudore, ma anche la puzzola, che ti inonda di olezzi nauseabondi perchè ti considera una minaccia.
La dignità di un essere umano è direttamente proporzionale alla possibilità di espletare autonomamente i propri bisogni corporali.
Parola di Crisuommolo.
martedì 30 aprile 2013
martedì 19 marzo 2013
Per amore del mio popolo non tacerò
Siamo preoccupati
Assistiamo impotenti al dolore di tante famiglie che vedono i loro figli finire miseramente vittime o mandanti delle organizzazioni della camorra. Come battezzati in Cristo, come pastori della Forania di Casal di Principe ci sentiamo investiti in pieno della nostra responsabilità di essere “segno di contraddizione”. Coscienti che come chiesa “dobbiamo educare con la parola e la testimonianza di vita alla prima beatitudine del Vangelo che è la povertà, come distacco dalla ricerca del superfluo, da ogni ambiguo compromesso o ingiusto privilegio, come servizio sino al dono di sé, come esperienza generosamente vissuta di solidarietà”.
La Camorra
La Camorra oggi è una forma di terrorismo che incute paura, impone le sue leggi e tenta di diventare componente endemica nella società campana. I camorristi impongono con la violenza, armi in pugno, regole inaccettabili: estorsioni che hanno visto le nostre zone diventare sempre più aree sussidiate, assistite senza alcuna autonoma capacità di sviluppo; tangenti al venti per cento e oltre sui lavori edili, che scoraggerebbero l'imprenditore più temerario; traffici illeciti per l'acquisto e lo spaccio delle sostanze stupefacenti il cui uso produce a schiere giovani emarginati, e manovalanza a disposizione delle organizzazioni criminali; scontri tra diverse fazioni che si abbattono come veri flagelli devastatori sulle famiglie delle nostre zone; esempi negativi per tutta la fascia adolescenziale della popolazione, veri e propri laboratori di violenza e del crimine organizzato.
Precise responsabilità politiche
È oramai chiaro che il disfacimento delle istituzioni civili ha consentito l'infiltrazione del potere camorristico a tutti i livelli. La Camorra riempie un vuoto di potere dello Stato che nelle amministrazioni periferiche è caratterizzato da corruzione, lungaggini e favoritismi. La Camorra rappresenta uno Stato deviante parallelo rispetto a quello ufficiale, privo però di burocrazia e d'intermediari che sono la piaga dello Stato legale. L'inefficienza delle politiche occupazionali, della sanità, ecc; non possono che creare sfiducia negli abitanti dei nostri paesi; un preoccupato senso di rischio che si va facendo più forte ogni giorno che passa, l'inadeguata tutela dei legittimi interessi e diritti dei liberi cittadini; le carenze anche della nostra azione pastorale ci devono convincere che l'Azione di tutta la Chiesa deve farsi più tagliente e meno neutrale per permettere alle parrocchie di riscoprire quegli spazi per una “ministerialità” di liberazione, di promozione umana e di servizio. Forse le nostre comunità avranno bisogno di nuovi modelli di comportamento: certamente di realtà, di testimonianze, di esempi, per essere credibili.
Impegno dei cristiani
Il nostro impegno profetico di denuncia non deve e non può venire meno. Dio ci chiama ad essere profeti.
- Il Profeta fa da sentinella: vede l'ingiustizia, la denuncia e richiama il progetto originario di Dio (Ezechiele 3,16-18);
- Il Profeta ricorda il passato e se ne serve per cogliere nel presente il nuovo (Isaia 43);
- Il Profeta invita a vivere e lui stesso vive, la Solidarietà nella sofferenza (Genesi 8,18-23);
- Il Profeta indica come prioritaria la via della giustizia (Geremia 22,3 -Isaia 5)
NON UNA CONCLUSIONE: MA UN INIZIO
Appello
Le nostre “Chiese hanno, oggi, urgente bisogno di indicazioni articolate per impostare coraggiosi piani pastorali, aderenti alla nuova realtà; in particolare dovranno farsi promotrici di serie analisi sul piano culturale, politico ed economico coinvolgendo in ciò gli intellettuali finora troppo assenti da queste piaghe”. Ai preti nostri pastori e confratelli chiediamo di parlare chiaro nelle omelie ed in tutte quelle occasioni in cui si richiede una testimonianza coraggiosa. Alla Chiesa che non rinunci al suo ruolo “profetico” affinché gli strumenti della denuncia e dell'annuncio si concretizzino nella capacità di produrre nuova coscienza nel segno della giustizia, della solidarietà, dei valori etici e civili (Lam. 3,17-26). Tra qualche anno, non vorremmo batterci il petto colpevoli e dire con Geremia “Siamo rimasti lontani dalla pace… abbiamo dimenticato il benessere… La continua esperienza del nostro incerto vagare, in alto ed in basso,… dal nostro penoso disorientamento circa quello che bisogna decidere e fare… sono come assenzio e veleno”. "
Don Peppe Diana
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Belfagor arcidiavolo
C'era una volta, in Paese lontano lontano, un'allegra brigata di birboni, che si faceva chiamare, non si sa perchè, "El pueblo de la libertad". Erano donne e uomini, tutti belli e baldanzosi, chi con le tette e le labbra (piccole e grandi) di plastica e caucciù, chi con il cervello e i bulbi piliferi di sterco e nylon. Costoro, consapevoli della minchionaggine dei loro concittadini, approvavano qualsiasi porcata del loro Re e Signore: leggi elettorali finalizzate alla non governabilità, festini pseudopornografici di serie Z camuffati da incontri diplomatici, lettoni di Putin e, last but not least, fantasiosi scambi di identità, grazie ai quali una marocchina minorenne dalle indubbie qualità diventa nipote di un egiziano amico del Kaiser delle libertà. L'allegra brigata, poi, non incontrava alcuna opposizione da parte dell'altro polo di bricconi che, inspiegabilmente, si era autoproclamato "democratico", amputando nel corso del tempo ogni residuo di sinistra e diventando la parodia del peggiore cattocomunismo della storia. Il loro leader, quello vero, era un omuncolo con i baffetti e l'atteggiamento da primo della classe, eternamente invidioso del Kaiser de la libertad e della sua combriccola di ninfette siliconate. Un giorno, non molto tempo fa, el pueblo de la libertad decise di marciare sul tribunale più importante del Paese, intonando l'inno nazionale, al fine di legalizzare puttanizie, sfruttamento della prostituzione (minorile e non), falso in bilancio, corruzione, compravendita di voti e senatori, concussione e porcate varie. Il Paese di cui stiamo parlando, però, era un Paese civile e serio, tanto che arrivarono i gendarmi e, con le armi, fracassarono le teste, le labbra e le tette pneumatiche dei vili marrani e traditori, maschi e femmine, senza distinzione alcuna di mignottaggine, ideologica o morale. Parallelamente, in un Paese che esiste solo nelle favole, l'allegra brigata non subiva alcuna punizione per lo scempio anticostituzionale perpetrato, mentre tre giovani studenti di un liceo della capitale e quattro pensionati novantenni venivano massacrati a colpi di manganello dalla gendarmeria per aver chiesto più fondi per scuola, assistenza sanitaria e pensioni.
Parola di Crisuommolo
Parola di Crisuommolo
lunedì 18 marzo 2013
Minetti uber alles
La verità è questa: la Camera è fatta, il Senato pure. Hanno votato un presidente Grasso, l'unico magistrato della Via Lattea in grado di auspicare un premio per Silvione; e che premio! Premio per l'impegno antimafia! Cioè: la magistratura che attacca e vitupera se stessa per evitare di essere se stessa. Complimentoni! Il delirio di onnipatonza colpisce ancora! Crisuommolo, allora, si indigna e afferma quanto segue: se queste sono le premesse, l'italietta merita il Medioevo, compresa la peste. Crisuommolo, inoltre, avanza una proposta sentita e di larghe intese: Nicole Minetti Presidente della Repubblica. Non ha l'età giusta? Sticazzi, basta cambiare la legge. Ad personam.
P. S. il prossimo 10 giugno sarà pubblicato l'album definitivo dei Black Sabbath con Ozzy alla voce, dopo 35 fottutissimi anni di logorante attesa. Aspettative? Un cazzo! Per quanto mi riguarda, se i Sabbath pubblicassero un disco con due ore di rutti e peti, sarebbe comunque un capolavoro assoluto. A scatola chiusa.
Crisuommolo
P. S. il prossimo 10 giugno sarà pubblicato l'album definitivo dei Black Sabbath con Ozzy alla voce, dopo 35 fottutissimi anni di logorante attesa. Aspettative? Un cazzo! Per quanto mi riguarda, se i Sabbath pubblicassero un disco con due ore di rutti e peti, sarebbe comunque un capolavoro assoluto. A scatola chiusa.
Crisuommolo
sabato 9 febbraio 2013
Silenzio elettorale: bar condicio
In quel di Guardia non ne vogliono proprio sapere
di stare con le mani in mano. Le solite serate nei pub non riescono più a
soddisfare le esigenze di ragazzi carichi di entusiamo, voglia di fare e
soprattutto voglia di ascoltare musica dal vivo!! Queste le principali
motivazioni che spingono i ragazzi del circolo ARCI Doxa a rimboccarsi le
maniche ed organizzare, con grande spirtito di sacrificio, un nuovo impegno,
contraddistinto come sempre da buona musica ed impreziosito dall’affasciante
atmosfera del castello medievale di Guardia, ancora una volta, sede
dell’evento. L’appuntamento è fissato per sabato 23 febbraio a partire dalle 21.30.
Saranno i fans del metal ad essere
maggiormente soddisfatti della nuova serata sul castello, infatti ad animare
(per usare un’eufemismo) la serata ci
penserà il gruppo degli Housebreaking. Energia da vendere per una band che dal
vivo offre spettacoli coinvolgenti ed appassionanti, in una serata che in
quanto a esplosività ed adrenalina non lascerà certo a desiderare.
La band si forma ad inizio anni novanta
mettendo subito in chiaro il carattere forte e deciso delle loro composizioni,
si rinnova nel tempo modificandosi anche nello stile per poi attuare un ritorno
alle origini da cui nel 2010 fuoriesce
l’album “Out of your brain”. Tanta grinta per un gruppo che intende
realmente farsi sentire. Tra i membri
troviamo Marco Stanzione (vocal) , Mariano Fontaine (guitar), Alfredo
Tranchedone (guitar), Giovanni Gray Molle (bass,back vocal), Gianni
Marchelletta (drum).
Dopo le positive esperienze dello scorso anno
e il sorprendente successo dell’ultimo minifestival dello scorso mese di
dicembre i componenti della Doxa sono, ancor più di prima, certi
dell’apprezzamento del lavoro svolto e sicuri della bontà e del valore socio-cultuale
delle loro iniziative. L’associazione è ormai diventata una realtà del paese,
viva palpitante piena di risorse ed energie. Energie pulite come l’altruismo e
il lavoro di squadra, il tutto accompagnato da solide basi in cui si riconosco
valori importanti quali l’associazionismo e lo scambio culturale di cui la
musica è importante veicolo; in quest’ottica ragiona l’associazione e con
questi criteri andranno avanti in un cammino che si preannuncia ricco di
soddisfazioni.
Il presidente e l’associazione tutta
invitano quindi a rallegrarci della vostra presenza omaggiando l’impegno dei
ragazzi e la loro dedizione figlia dell’amore per la propria società.
Italo D'Andrea
Responsabile comunicazione
Associazione culturale Doxa - Circolo Arci
Guardia Sanframondi
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